Archive for Maggio 2008
Cassano: eletto il nuovo presidente del consiglio
Consiglio, eletto il presidente
Si tratta di Rosina Garofalo, passata al PD.
La seduta si è protratta per ore.
E’ Rosina Garofalo il nuovo presidente del consiglio comunale di Cassano: la fumata bianca è giunta dopo una lunga ed estenuante seduta nel corso nel quale l’elezione del Presidente figurava come quarto punto all’OdG.
L’ordine pubblico e la sicurezza un Città erano i temi caldi con i quali molto probabilmente la maggioranza guidata dall’uddiccino Gianluca Gallo aveva tentato di rinviare ulteriormente questa discussione che nei mesi scorsi aveva minato la stabilità dell’amministrativa dell’Ente.
Come si ricorderà, le dimissioni di Antonio Golia diedero luogo ad una verifica di maggioranza dalla quale Gianluca Gallo era uscito con le costole rotte. Dei tredici consiglieri di maggioranza eletti nelle elezione del 2004 a malapena dieci gli erano rimasti fedeli ed in fase di approvazione del bilancio, la maggioranza aveva iniziato a fibrillare. Fu il voto politico dello stesso Golia a consentire alla maggioranza di rimanere sulla poltrona, consentendo a Gallo di passare alla storia come il primo sindaco eletto dal popolo capace di concludere un intera legislatura.
Ieri notte dunque, il consiglio comunale di Cassano si è dato un nuovo presidente: eletta al primo scrutinio con 11 voti favorevoli e due astenuti, Rosina Garofano, già vicepresidente del consiglio e membro della maggioranza di centrodestra, passata all’opposizione in quota PD, con tono emozionato è salita sul terzo scranno più alto del Municipio Cassanese giustificando questo suo strano “ritorno” all’ovile come un segnale di unità da mandare alla Città.
Un messaggio che suona strano ad otto mesi dalle elezioni, anche se abbastanza palesi sono le intenzioni di frange di minoranza che, a dire dai fatti, iniziano a fare l’occhiolino a Gallo.
Per questo motivo, molto probabilmente, i socialisti e una parte del PD hanno abbandonato l’aula prima della votazione. Pare infatti che la proposta Garofalo sia l’emblema di accordi ben precisi fra sindaco e frange dell’opposizione, che al momento negano un eventuale appoggio esterno ma che nei fatti, fanno già parte della maggioranza.
La chiamano democrazia è la voce del popolo.
Pasquale Cersosimo
Pubblicato su Calabria Ora il 29/05/2008
Lettera aperta al Sindaco di Cassano Ionio
Al Sig.Sindaco
Della Città di Cassano Ionio
Avv. Gianluca Gallo
Oggetto: lettera aperta
Egregio Signor Sindaco,
le scrivo questa lettera aperta con vero dispiacere e la scrivo per metterla al corrente di un episodio fastidioso e spiacevole accaduto la scorsa notte: al mio ritorno da una cena in casa di amici ho trovato la mia macchina parcheggiata in piazza Paglialunga con le ruote squartate.
Nulla di straordinario, dal momento che i danneggiamenti alle macchine oramai sono diventati uno dei passatempi preferiti di bulli e squilibrati di ogni genere che, non riuscendo a trovare null’altro da fare nella loro vita, stanno al sole tutto il giorno come le lucertole e poi, intontiti dai raggi UV-A, gironzolano la notte come i folletti a far danni per il paese.
Nulla di straordinario, se non fosse per il fatto che la mia attività di operatore sociale mi porta a frequentare quotidianamente i quartieri a rischio ed aree disagiate del paese.
Non a caso, da qualche mese mi sono reso promotore di un esperimento finalizzato essenzialmente all’inclusione sociale di determinate fasce di popolazione che, non certo da me, vengono definite gente di basso ceto sociale.
Principalmente persone che vivono nel centro storico con le quali nei mesi scorso costruii un comitato denominato “Amici del Centro Storico”.
Il sogno, coltivato da una vita, di creare uno spazio sociale dove si potesse respirare area di uguaglianza e di libertà non poteva ignorare l’inserimento di certi soggetti nell’idea di autogestione di un luogo pubblico. Per questo motivo avevo ipotizzato questa nuova forma di sviluppo dal basso che avrebbe dovuto coinvolgerli al fine di responsabilizzarli al punto tale da poter proporre un loro impegno nella società civile. Non a caso questo progetto prevedeva l’istituzione di una particolare forma di operatore che per semplicità espositiva definii utente-operatore.
Un progetto che aveva iniziato a dare i suoi primi frutti, se si considera che nei primi mesi di lavoro sono stati raggiunti progressi notevoli. Tuttavia, nonostante l’impegno profuso, negli ultimi tempi l’attività proposta è andata scemando a causa del perdurare di una sottocultura che proprio il progetto proposto mirava ad abbattere. Una sottocultura basata sulla malignità, sul pettegolezzo, sul servilismo e sulla finzione, una sottocultura che non definisco né mafiosa né delinquente per evitare che da sola si monti la testa.
Una sottocultura che, con grandi sforzi, avevo iniziato a scalfire ma che ad un certo punto è esplosa in tutta la sua veridicità e tutto il suo sapore.
Per questo motivo le scrivo, per metterla al corrente della mia decisione di interrompere il cammino intrapreso con il “Comitato Amici del Centro Storico” consegnandole, a prova del mio malcontento, le chiavi dei locali dell’ex municipio, messi a disposizione dalla Sua Amministrazione per portare avanti il progetto del centro di aggregazione sociale.
Volevo solo portare un po’ di civiltà nei luoghi snobbati anche dal sole, perché non reputo giusto che nel 2008, ancora possa esistere qualcuno che non ha neanche un letto su cui dormire e che puntualmente viene discriminato solo a causa del suo disagio.
E, mi creda, ho dato anima e corpo affinché anche la “gente di basso ceto sociale” potesse avere un occasione di riscatto e di emancipazione.
Per questo credo di non meritare tutto ciò, per questo io lascio. Ma non mi arrendo, non getto la spugna, continuo a lavorare così come ho fatto sempre, ma questa volta coinvolgerò i professionisti del settore, perché certe logiche non mi fanno paura ma soprattutto perché chi se l’è presa con la mia macchina, deve capire che non è questo il modo per risolvere i problemi.
Il vero uomo, quello con gli attributi, i suoi problemi li risolve da solo, non si fa aiutare ne da coltelli ne da pistole. Solo i vigliacchi e gli infami utilizzano certi sistemi, ed è tutta loro la colpa dell’isolamento e dell’emarginazione di determinate fasce di popolazione.
Ciò che temo è che tra qualche tempo, sicuramente anche qualche bambino della scuola elementare di Cassano descriverà queste persone nello stesso modo in cui in questi giorni un suo coetaneo napoletano ha descritto i rom: «Non siamo razzisti, è che loro si sono presi troppo la mano e quindi noi abbiamo dovuti cacciarli via incendiando i loro campi».
Spero tanto che ciò non succeda, ma coma lei ben sa, ognuno è artefice del proprio destino.
Chiedo scusa per gli inconvenienti arrecatele a causa di questa vicenda, mi auguro in futuro di meglio lavorare e coordinare le nostre iniziative.
Con la stima di sempre
Pasquale Cersosimo
Cassano Ionio, 28/05/2008
Una questione di diritti civili
Sciopero delle cure
Cassano, i talassemici: ci difendiamo dalla Regione

Continua la protesta dei talassemici della Provincia di Cosenza, da qualche giorno sul piede di guerra con la Regione Calabria perché la stessa ha tolto loro il diritto a percepire il rimborso per le spese di viaggio.
Un problema che mortifica ancora di più chi dalla nascita è affetto questa malattia molto diffusa nella nostra penisola, tanto è vero che è nota anche come anemia mediterranea: la sua caratteristica consiste in una elevata diminuzione di globuli rossi nel sangue, che oltre ad un notevole pallore della pelle, costringe il paziente a periodiche trasfusioni di sangue per tutta la vita. Trasfusioni che comportano un eccessivo apporto di ferro, che, accumulandosi in organi importanti come il cuore, le ghiandole e il fegato, va eliminato con appositi farmaci.
Una malattia che segna decisamente la vita dei malati e delle loro famiglie, che ora non ci stanno ad essere considerati malati di serie B: già qualche giorno il vicepresidente dell’Associazione Talasssemici, Antonio Giannicola, con un appello al presidente della Regione, aveva chiesto senza avere risposta, il ripristino del servizio. Un appello sostenuto anche dal Sindaco di Cassano, Gianluca Gallo, che immediatamente era sceso a perorare la loro causa.
Passano i giorni, all’ennesima risposta negativa genitori e malati vanno a dissotterrare l’ascia di guerra: nella giornata di ieri la prima riunione, a breve il presidio alla Regione per cercare risposte. «Non ci stiamo preparando a fare una guerra,ci stiamo solo difendendo. E’ la Regione che ci ha dichiarato guerra » cosi i signori Cersoso, Ianicelli, Salvi, Pasquà e Celia giustificano, con tono quasi imbarazzato, questo loro gesto che altro non vuole che far riconoscere un loro diritto. E mentre parlano un particolare non passa inosservato: la piccola Chiara, una bambina talassemica di dieci anni, prepara un cartellone da esporre al Presidente Loiero con su scritto “Dateci il diritto di vivere”: Francesco, il suo papà, con tono furibondo minaccia lo sciopero della trasfusione. A volte, la disperazione della gente può arrivare anche far compiere gesti del genere. Chissà se di questo alla Regione se ne sono accorti.
Pasquale Cersosimo
Pubblicato su CalabriaOra il 22/05/2008
Centro Storico: al via i lavori di riqualificazione
Dopo lo stop forzato, riprendono i lavori nel centro storico

Continuano i lavori riqualificazione del centro storico finanziati nell’ambito del Piano di Sviluppo Urbano: da qualche giorno infatti nel borgo antico il rumore di ruspe e caterpillar è tornato ad essere colonna sonora. Due le opere in esecuzione: la rielaborazione della vecchia arena centrale e la costruzione di un area attrezzata in Vico Volta.
La prima situata nella centralissima Via Siena, la seconda in un violetto di Corso Cavour dove la demolizione di quattro edifici fatiscenti ha fatto in modo che si venisse a creare un area di circa 250 mq.
Ad onor del vero, l’inizio dei lavori dell’arena centrale risale esattamente ad un anno fa, un lavoro durato meno di una settimana durante la quale l’impresa appaltatrice riuscì a completare solo la demolizione della vecchia struttura in quanto, mentre i carpentieri si accingevano a saldare i ferri per le fondazioni della nuova arena centrale la protesta dei cittadini bloccò i lavori, costringendo il municipio a rielaborare il progetto. Oggetto del contendere: un muro di cinta forse un po’ troppo alto, che secondo alcuni, oltre a creare un dannoso impatto visivo, ledeva i diritti dei confinanti. Una vertenza durata diversi giorni e che comportò anche l’interessamento di due consiglieri di opposizione, Papasso e Petrosino, i quali, per correre in difesa dei cittadini, si videro recapitare a casa una denuncia per occupazione di suolo pubblico.
Riveduto il progetto, a distanza di un anno sono ripresi i lavori che consegneranno ai cittadini due spazi pubblici di notevole importanza per la socializzazione e lo svago. Impazienti i bambini del centro storico, che per la prima volta nella storia dell’antico borgo, avranno uno spazio con scivoli ed altalene che anche se non risolveranno i loro problemi, di certo contribuiranno a farli sentire più simili ai bambini degli altri quartieri.
Pasquale Cersosimo.
Pubblicato su CalabriaOra il 17 maggio 2008

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