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Una questione di diritti civili

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Sciopero delle cure

Cassano, i talassemici: ci difendiamo dalla Regione

Continua la protesta dei talassemici della Provincia di Cosenza, da qualche giorno sul piede di guerra con la Regione Calabria perché la stessa ha tolto loro il diritto a percepire il rimborso per le spese di viaggio.

Un problema che mortifica ancora di più chi dalla nascita è affetto questa malattia molto diffusa nella nostra penisola, tanto è vero che è nota anche come anemia mediterranea: la sua caratteristica consiste in una elevata diminuzione di globuli rossi nel sangue, che oltre ad un notevole pallore della pelle, costringe il paziente a periodiche trasfusioni di sangue per tutta la vita. Trasfusioni che comportano un eccessivo apporto di ferro, che, accumulandosi in organi importanti come il cuore, le ghiandole e il fegato, va eliminato con appositi farmaci.

Una malattia che segna decisamente la vita dei malati e delle loro famiglie, che ora non ci stanno ad essere considerati malati di serie B: già qualche giorno il vicepresidente dell’Associazione Talasssemici, Antonio Giannicola, con un appello al presidente della Regione, aveva chiesto senza avere risposta, il ripristino del servizio. Un appello sostenuto anche dal Sindaco di Cassano, Gianluca Gallo, che immediatamente era sceso a perorare la loro causa.

Passano i giorni, all’ennesima risposta negativa genitori e malati vanno a dissotterrare l’ascia di guerra: nella giornata di ieri la prima riunione, a breve il presidio alla Regione per cercare risposte. «Non ci stiamo preparando a fare una guerra,ci stiamo solo difendendo. E’ la Regione che ci ha dichiarato guerra » cosi i signori Cersoso, Ianicelli, Salvi, Pasquà e Celia giustificano, con tono quasi imbarazzato, questo loro gesto che altro non vuole che far riconoscere un loro diritto. E mentre parlano un particolare non passa inosservato: la piccola Chiara, una bambina talassemica di dieci anni, prepara un cartellone da esporre al Presidente Loiero con su scritto “Dateci il diritto di vivere”: Francesco, il suo papà, con tono furibondo minaccia lo sciopero della trasfusione. A volte, la disperazione della gente può arrivare anche far compiere gesti del genere. Chissà se di questo alla Regione se ne sono accorti.

Pasquale Cersosimo

Pubblicato su CalabriaOra il 22/05/2008

Written by pasqualecersosimo

23 Maggio 2008 a 3:27 pm

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